Le diverse tipologie di protesi per l’intervento di mastoplastica additiva 

Tra gli interventi estetici quello di mastoplastica additiva per l’aumento del seno è il maggiormente conosciuto. La scelta delle protesi è una fase molto delicata ed importante che condiziona fortemente il risultato finale dell’intervento. La forma della protesi è una scelta che deve tenere conto delle caratteristiche del seno della paziente per ottenere il miglior risultato possibile.

Attualmente esistono in commercio diverse tipologie di protesi per la mastoplastica additiva che si differenziano per forma, superficie e contenuto. Le protesi rotonde per mastoplastica additiva si differenziano per il profilo, o proiezione, e sono simili per altezza e larghezza. Sono consigliate quando le mammelle sono vuote nella parte superiore e si vuole dar loro una forma piena e soda.

Le protesi anatomiche, invece, sono dette a goccia perché imitano la morfologia naturale della mammella e variano per modelli, per volume e proiezione. Sono scelte da molte pazienti con seno di ridotte dimensioni e/o con ptosi da lieve a moderata. Le protesi utilizzate nella chirurgia di aumento del seno sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno che può essere di gel di silicone o di soluzione fisiologica.

Il gel di silicone è un materiale altamente coesivo e uniforme che pur avendo la morbidezza e la consistenza propria del tessuto mammario, agisce come una sostanza solida permettendo di evitare, in caso di rottura accidentale dell’impianto, la migrazione e la dispersione del suo contenuto all’interno della regione mammaria. Risparmiare sul costo delle protesi al seno non è affatto una buona idea.

Non è immaginabile risparmiare poche centinaia di euro per qualcosa che si deve mettere all’interno del proprio corpo ed essere portata per molti anni. Inoltre, l’impianto di  protesi ed interventi di mastoplastica additiva a prezzi bassissimi sono pericolosi perché spesso sono indice di possibili problemi che si possono presentare negli anni successivi all’intervento. Bisogna quindi affidarsi ad aziende di alta specializzazione, con esperienze di vari decenni.